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Ultimo aggiornamento
10 Settembre 2012


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Il primo organismo transgenico


insulina Una delle tappe miliari delle biotecnologie è stata la "realizzazione" del primo organismo transgenico per la produzione di insulina, vale la pena di ripercorrerne brevemente la storia per le enormi implicazioni sollevate da questo prodotto genico in numerosi ambiti: etici, politici ed economici.

Dopo le prime scoperte della biologia molecolare degli anni sessanta che lasciavano intravedere applicazioni straordinarie nel campo della manipolazione genica per molti illustri biologi il fatto che si fosse in grado di creare con una certa facilità combinazioni di materiale genetico sconosciute in natura era allettante ma, al tempo stesso, decisamente inquietante. In tal senso nel corso di un incontro internazionale svoltosi ad Asilomar nel 1975 fu proposta una moratoria delle ricerche relative al DNA ricombinante in attesa di una verifica dei pericoli potenzialmente derivanti da questo tipo di indagini. La conferenza di Asilomar se da un lato portò ad un rallentamento delle ricerche nell'ambito della biologia molecolare dall'altro coincise con l'introduzione del concetto di responsabilità morale in campo scientifico.

I biologi molecolari non volevano incorrere nella stessa condanna morale che gravava sui fisici dopo lo sganciamento della bomba atomica su Hiroshima. Ciò nonostante le ricerche relative alla tecnica del DNA ricombinante non si arrestarono anzi si svilupparono rapidamente, grazie alle numerose prospettive aperte non soltanto in ambito scientifico, ma anche in quello commerciale. Nei primi mesi del 1977, l'Università di Stanford e quella della California proposero che la tecnica di unione dei geni elaborata da Cohen e Boyer, due promettenti ricercatori potesse essere brevettabile per gli usi commerciali. Le prospettive delle ricerche sul DNA ricombinante apparivano molto promettenti a Boyer e l'incontro con Robert A. Swanson, considerato uno dei più abili manager industriali fece il resto e fu così che nacque la Genentech, acronimo di ‘Genetic engineering technology'. Boyer e Swanson decisero che il primo progetto della Genentech doveva essere rivolto alla produzione, attraverso le tecniche di ricombinazione, di insulina umana. L'insulina, una sostanza indispensabile ai malati di diabete, prima della scoperta della nuova tecnica di produzione veniva estratta e purificata con bassa resa dal pancreas di suini e di bovini e, non essendo di origine umana, poteva provocare gravi reazioni da parte del sistema immunitario.

Nel 1978 l'introduzione del gene umano responsabile della produzione dell'insulina all'interno di un batterio, l'Escherichia coli, fu un successo enorme perché l'insulina prodotta in codesto modo era identica a quella umana, mentre quella usata fino ad allora era solo simile e spesso veniva rigettata dal paziente. Il buon risultato conseguito con l'insulina che poteva essere prodotta a basso costo ed in grandi quantità aprì la strada a nuove scoperte in campo medico e farmacologico. La biologia molecolare considerata da molti una delle tecnologie più promettenti in campo medico-farmaceutico entrò nei "National institutes of health" americani che cominciarono a finanziare le ricerche incentrate sulla tecnica del DNA ricombinante. Le apprensioni che provenivano dalla comunità dei biologi erano molto diminuite, se non del tutto scomparse, forse la prospettiva di nuove scoperte scientifiche e di elevati guadagni aveva messo a tacere molte critiche. Le biotecnologie avendo suscitato un forte interesse nei mercati finanziari, attirarono anche l'attenzione del mondo politico e nel 1980 il governo degli Stati Uniti ne diede un significativo impulso approvando il Bayh-dole act che incoraggiava esplicitamente le università a brevettare e privatizzare i risultati delle ricerche nel campo biotecnologico e, nello stesso anno, le prospettive della biotecnologia si ampliarono grazie a un'importantissima sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti relativa alla possibilità di munire di brevetto gli organismi viventi ottenuti con le tecnologie del DNA ricombinante. Inizia così l'era delle biotecnologie innovative con le conseguenti innumerevoli recenti scoperte ed invenzioni sulle piante ed animali transgenici e con i nuovi campi di applicazione della biologia molecolare che vanno dalla diagnostica alla terapia genica, dalla rigenerazione dei tessuti ai nuovi prodotti bioindustriali.
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