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Ultimo aggiornamento
10 Settembre 2012


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Azione BioTech della Regione Veneto

per l'avanzamento delle ricerche innovative nei settori
Agro-alimentare, Ambientale, Chimico-Farmaceutico e Diagnostico



Introduzione

Il settore delle biotecnologie ricopre un'importanza strategica enorme, rappresentando uno degli assi portanti del mondo economico imprenditoriale e scientifico per il prossimo futuro. Questo è facilmente deducibile anche dalla lettura del principale strumento a disposizione dell'Unione Europea per il finanziamento della ricerca, il Settimo Programma Quadro che, tra le nove aree tematiche fondamentali per lo sviluppo dell'Unione indica anche quella delle biotecnologie. Le biotecnologie possono avere interessanti ricadute industriali in quanto rispondono ad alcuni parametri che sembrano "...adeguarsi in modo perfetto alle esigenze del nostro sistema economico: modesta intensità di capitali all'avvio, limitati consumi energetici, forte assorbimento di mano d'opera acculturata, minime esigenze in termini di logistica distributiva, ridotto impatto ambientale una volta rispettati i vincoli di lavorazione protetta..." (rapporto della fondazione Rosselli 2004) ed ancora interessante appare la definizione data alle piccole imprese biotecnologiche di ricerca che vengono definite "...come imprese local-for-global, in quanto fortemente legate alle caratteristiche ed alle specificità del contesto in cui sono nate e si sono sviluppate, ma con una prospettiva di mercato di tipo globale per la vendita dei propri prodotti, modello che combacia perfettamente con le caratteristiche e con le dimensioni delle imprese presenti nella realtà veneta."


L'Azione BioTech

In quest'ottica, da qualche tempo la Regione Veneto ha mostrato un significativo interesse verso il settore biotech dando così corpo ad una serie di obiettivi finalizzati a consolidare e sviluppare il know-how esistente sia in ambito universitario che imprenditoriale. In tal senso sono state attivate opportune azioni formative in questo settore e iniziative finalizzate a valorizzare imprese e prodotti frutto della competenza locale e ad elevare il livello delle conoscenze, dell'efficienza e della competitività delle imprese coinvolte direttamente o indirettamente in campo biotecnologico. Nello specifico dopo un corso di formazione nell'ambito delle biotecnologie, tenutosi nel 2003-2004, a cui parteciparono allievi provenienti da aziende e centri interessati all'applicazione delle biotecnologie per fini produttivi, prende il via l'iniziativa Azione BioTech che la Giunta Regionale affida per la realizzazione alla sede di Padova del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Nelle attività sono coinvolti, oltre al CNR (sede di Padova) in qualità di soggetto attuatore che gestisce e coordina le attività di ricerca, e all'Istituto di Ingegneria Biomedica (CNR-ISIB) che ne ha assunto il ruolo di capofila, anche tre delle quattro Università presenti sul territorio regionale (Università degli Studi di Padova, Università degli Studi di Venezia e Università degli Studi di Verona) ed alcune altre Università nazionali ove sono presenti i centri di eccellenza necessari allo sviluppo delle ricerche proposte.

L'iniziativa della Regione Veneto, partita nel 2004 ed oggi alla sua quinta edizione, è finanziata sia attraverso fondi propri (legge regionale n.9 del 2005) che con l'attivazione dei fondi nazionali per gli interventi nelle aree sottoutilizzate del Veneto gestiti dal CIPE per le annualità 2004, 2005, 2006. La componente più significativa nell'utilizzo dei fondi CIPE è stata che per la gestione degli stessi è stato sottoscritto un Accordo di Programma Quadro (APQ) tra i due Ministeri coinvolti (MFE e MUR) e la Regione del Veneto nell'ambito del quale sono state definite linee guida e modalità operative particolarmente innovative per il finanziamento di attività di ricerca dedicate ai settori ritenuti più promettenti per lo sviluppo socio economico del territorio regionale tra cui appunto quello delle biotecnologie. Nello specifico i documenti di riferimento richiamano la filosofia che sottende l'interesse della Regione Veneto per il settore biotecnologico e viene fatto esplicito riferimento "...alle potenzialità che questo tipo di disciplina ha nell'introdurre elementi di innovazione in numerosi settori come quello della salute umana ed animale, dell'agricoltura, dell'ambiente, della zootecnia, dell'energia, della chimica ed altri ancora alle biotecnologie un ruolo trainante a fini economici, produttivi, occupazionali e di sviluppo per l'area regionale." Di fatto l'intera iniziativa Azione Biotech si ispira a queste indicazioni che stanno prendendo corpo, nell'arco temporale di 5 anni (2004-2009) attraverso l'attuazione delle 64 linee di ricerca gia sviluppate e/o in corso di realizzazione e che vedono coinvolte circa un centinaio di piccole imprese e tutti i centri di ricerca del territorio che direttamente o indirettamente si occupano di biotecnologie.

Infatti va sottolineato che l'iniziativa ha dato origine a forti interazioni tra il mondo universitario e delle aziende nei campi di ricerca identificati e ritenuti di interesse strategico: Agrolimentare, Ambientale, Chimico-Farmaceutico, Diagnostico. Le azioni di ricerca sono supervisionate da un Comitato Tecnico Scientifico opportunamente incaricato dalla Regione Veneto che è impegnato non solo a valutare la congruità delle proposte stesse ma, ove necessario, a intervenire nella fase di attuazione monitorando le attività e suggerendo, anche attraverso il diretto coinvolgimento di esperti di settore, strumenti e metodologie idonee a concretizzare le attività di ricerca proposte. Dal punto di vista organizzativo, le fasi operative si avviano con la costituzione di specifiche Associazioni Temporanee d'Impresa (ATI) tra i centri di ricerca pubblici e privati idonei allo sviluppo della ricerca ed aziende del territorio operanti nel settore delle biotecnologie o potenzialmente interessate all'acquisizione di metodologie biotecnologiche per lo sviluppo e l'innovazione nei loro processi e prodotti. Come già evidenziato, Azione Biotech è oggi alla sua V edizione attraverso la realizzazione delle cinque iniziative specifiche (Azione Biotech I, II, IIbis, III e IIIbis) che coprono un arco temporale di cinque anni (2004- 2009) ed impegnano circa dodici milioni di euro per la concreta realizzazione di 64 linee di ricerca, un osservatorio dedicato al settore biotecnologico ed entro breve un master specialistico.



L'osservatorio

Accanto all'Azione BioTech si sta ora sviluppando il Centro di Informazioni e Monitoraggio delle Biotecnologie (CIM- Biotech) il cui obiettivo principale è il sostegno delle vocazioni del territorio, il sostegno alle competenze ed alle azioni utili per la prevista realizzazione di un centro d'eccellenza veneto nel campo delle biotecnologie. Il CIM intende identificare, monitorare e gestire in modo razionale e continuativo il consistente volume di informazioni in campo biotecnologico. I dati vengono rilevati direttamente ed indirettamente e collegati al settore delle biotecnologie e successivamente resi facilmente accessibili agli utenti: gli enti pubblici e privati che si occupano di ricerca in ambito biotecnologico; le istituzioni e le amministrazioni pubbliche; gli operatori economici e i cittadini che intendono approfondire e migliorare le loro conoscenze nel campo delle biotecnologie. Contestualmente sul portale di Azione Biotech verrà istituito un forum al fine di agevolare l'interazione tra cittadini e comunità scientifica nella convinzione che la comunicazione della scienza deve realizzarsi nella forma di un dialogo, e non più come trasmissione unidirezionale e che questo tipo di scambio possa abbattere alcune delle barriere di diffidenza esistenti verso le biotecnologie. Inoltre con tali attività si intende accogliere i suggerimenti per un miglioramento dei rapporti tra scienza e società. Infatti, oltre a fungere da centro di raccolta e monitoraggio dati, risponderà e soddisferà le esigenze informative e conoscitive delle aziende e delle istituzioni che gravitano attorno al settore delle biotecnologie o che siano a queste interessate.

Infatti l'iniziativa Azione BioTech ha avuto grande successo proprio per il consenso ricevuto dal territorio e per le sinergie messe in atto dai centri di ricerca e dalle aziende che hanno avvertito l'importanza della applicabilità della ricerca per la loro crescita, per l'allargamento dei mercati, per il valore aggiunto dei loro prodotti. Il binomio impresa/ricerca realizzatosi attraverso l'iniziativa Veneto sta avendo il merito di far crescere la "cultura dell'innovazione" delle imprese. Dal versante invece di chi opera nella ricerca, il rapporto con le aziende ha permesso di dare una corretta collocazione al "gusto delle applicazioni della ricerca" mirate alla verifica della loro capacità di trasformarsi in beni e servizi. E questo significa anche superare le vecchie diatribe tra scienza e tecnologia. indietro