
SETTORI DI RICERCA
Enti promotori
Ultimo aggiornamento
3 Febbraio 2012
|

HOME
Ricerche
Settore Chimico-Farmaceutico
Bioindustria, per la produzione industriale di vitamine, aminoacidi,
enzimi, prodotti alimentari, bevande

Introduzione
|
 |
La produzione industriale di fine chemicals e di prodotti chimici e
biochimici pregiati la cui applicabilità è universale passa attraverso
l'impiego delle biotecnologie con le quali si possono ottenere prodotti
che vanno dai nuovi peptidi antibatterici chiamati bactenecine alla
realizzazione di membrane basali artificiali per lo studio
dell'invasività e della chemiotassi di cellule tumorali; dalla
costruzione di nuovi anticorpi monoclonali attraverso ingegnerizzazione
per impieghi diagnostici e terapeutici alla realizzazione di nuovi
plasmidi di E. coli da utilizzare in processi fermentativi di notevole
interesse per la produzione; dalla realizzazione di biosensori
enzimatici ad elevata attività e sensibilità, per numerose applicazioni
in campo medico, alimentare, ambientale al clonaggio, espressione,
caratterizzazione strutturale e funzionale e di proteine da
microrganismi termofili: le cui proteine enzimatiche presentano
proprietà biotecnologiche che le rendono ideali per processi di
produzione industriale; dalla produzione e caratterizzazione di
epidermide e mucose espanse in vitro per la terapia di pazienti grandi
ustionati ed in chirurgia plastica ricostruttiva all'identificazione ed
isolamento degli antibiocorpi: una novità ai limiti della fantascienza,
rappresentata da anticorpi anti-idiotipo esprimenti attività
antibiotica.
|
Strumenti e prodotti
|
|
Tutto questo ed altri numerosissimi prodotti sono ottenuti
nelle bioindustrie che si avvalgono molto spesso di organismi procarioti
od eucarioti per la realizzazione di questi prodotti. In tal senso gli
organismi viventi sono utilizzati come specie di bioreattori e da qui il
termine "gene farming" o "molecular farming" per indicare proprio quei
prodotti che sono ottenuti utilizzando organismi ingegnerizzati.
L'utilizzazione di simili organismi ed in particolare quelli eucarioti
permette, grazie alle loro elevate capacità di sintesi, una produzioni
di farmaci a costi sensibilmente inferiori rispetto a quelli ottenuti
attraverso le vie convenzionali. Un esempio geniale che vale la pena
riportare riguarda l'utilizzazione di animali transgenici produttori di
latte sui quali é stato caricato il gene la cui espressione é limitata
alla ghiandola mammaria. In questo modo il principio attivo non é
distribuito su tutto il corpo dell'animale e può essere recuperato
direttamente dal latte prodotto"giornalmente" dall'animale. È così che
alcuni biofarmaci sono stati prodotti; tra questi ricordiamo il fattore
che controlla gli angioedemi ereditari, la lattoferrina usata per le
infezioni batteriche α-antitripsina che controlla l'enfisema polmonare
ed altri ancora. È stato trovato che anche i vegetali sono ottimi
candidati per la produzione di biofarmaci e in questo caso con
un'interessante caratteristica riguardante la sicurezza rispetto agli
animali transgenici poiché è possibile ottenere biofarmaci edibili e
molto sicuri poiché le cellule vegetali non ospitano i patogeni
dell'uomo. Non solo è così che è stato ottenuta in piante di tabacco
transgeniche l'ormone della crescita umano e così molti altri biofarmaci
come α- interferone nel riso, le immuniglobuline in tabacco e soia,
l'albumina in patata e tante altre ancora. Il futuro sarà quello di
incrementare la produzione di biofarmaci per sopperire al fabbisogno
mondiale con l'allevamento di animali e la coltivazione di piante
fornendo così, anche una valida alternativa alle colture cellulari e ai
processi di fermentazione.
In definitiva nell'ambito delle biotecnologie agroalimentari, i prodotti
microbiologici ottenuti con tecniche tradizionali od innovative sono in
grande espansione. Basta ricordare la possibilità di ottenere prodotti
probiotici, soprattutto nel settore lattiero-caseario, caratterizzati
dalla presenza di microorganismi vivi che, ingeriti, sono in grado di
colonizzare la mucosa dell'intestino ed esercitare effetti benefici
sull'ambiente intestinale esercitando quindi funzioni che vanno oltre il
normale apporto nutritivo poiché sono in grado di svolgere anche effetti
positivi nei confronti di alcune allergie, diarree e dismicrobismi.
|
L'importanza della ricerca
|
|
Tra le bioindustrie, quella agroalimentare rappresenta uno dei campi più
importanti di applicazione delle biotecnologie, avvalendosi
tradizionalmente di bioconversioni per la trasformazione dei prodotti
agricoli. Basti pensare a quanti comuni alimenti sono in realtà prodotti
di fermentazione: il pane lievitato, il vino, l'aceto, lo yogurt, i
crauti e tanti altri. Negli ultimi anni le ricerche in campo alimentare
si sono indirizzate verso l'individuazione di processi di trasformazione
sempre più selettivi e specifici e questo è reso possibile dall'uso
di enzimi che vengono utilizzati nell'industria alimentare ad esempio
nella trasformazione del mais, dei latticini, della carne e nella
produzione di bevande. Alcuni tra gli enzimi più importanti sono: l'α
amilasi, la glucoamilasi, la glucosioisomerasi per il trattamento di
materie prime amidacee e zuccherine, la rennina microbica e chimosina
bovina nei processi di caglio del latte, la papaina e la pectinasi per
la chiarificazione di bevande ricavate da frutta, lipasi per la
degradazione dei grassi e lattasi per la trasformazione dello zucchero
del latte, il lattosio, rendendo così il latte adatto al consumo anche
per gli individui intolleranti al lattosio. Le tecniche di ingegneria
genetica permettono di trasferire i geni relativi a tali enzimi dagli
organismi naturali di provenienza (microrganismi, cellule animali o
vegetali) ai microrganismi GRAS (Generally Recognized As Safe),
ottenendone contemporaneamente quantità significativamente maggiori. Un
successo in questo senso è rappresentato dalla chimosina, l'enzima del
presame ricavato dallo stomaco di vitello: l'estratto naturale è
insufficiente per consentire l'intera produzione mondiale di formaggi,
mentre il trasferimento del gene che codifica per l'enzima in un
microrganismo ne ha consentito la produzione in grandi quantità.
Il miglioramento di microrganismi che producono enzimi è una via
promettente, ma anche l'ingegneria proteica sta contribuendo allo
sviluppo del settore delle biotrasformazioni "progettando" enzimi
modificati con caratteristiche funzionali migliorate.
|
|