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Ultimo aggiornamento
3 Febbraio 2012
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Ambiente per lo smaltimento dei rifiuti, la depurazione delle
acque contaminate e la identificazione di sostanze tossiche presenti nel
terreno, nell'aria e nelle acque.
 Introduzione |  | Le
biotecnologie applicate all'ambiente sono un campo di applicazione
relativamente recente, ma negli ultimi anni si è venuta a creare
una domanda di mercato di straordinarie dimensioni, poiché si
ritiene possano assicurare il corretto smaltimento dei rifiuti e il
riciclo delle materie prime in nuovi ed ecocompatibili prodotti. Le
biotecnologie possono fornire concrete risoluzioni ad una serie di
problemi dovuti allo sfruttamento delle risorse naturali ed alla
continua e costante urbanizzazione. Ad esempio, poiché consumiamo
acqua pulita più velocemente di quanto questa si rigeneri nelle
falde o nei fiumi, si presenteranno con sempre maggior frequenza
problemi di approvvigionamento idrico. |
Soluzioni biotecnologiche per l'ambiente | | Attengono
alle biotecnologie le potenzialità nel recupero e nella
purificazione delle acque reflue in modo da poterle riutilizzare.
Così la fitodepurazione che è un processo naturale, atto a
depurare le acque reflue, utilizza piante ingegnerizzate ad impatto
nullo per l'ambiente o associazioni di microrganismi e vegetali come
filtri biologici attivi in grado di ridurre gli inquinanti in esse
presenti, con consistenti vantaggi in termini di risparmio energetico e
di costi di gestione rispetto ai metodi tradizionali di depurazione. Le
biotecnologie vengono ancora utilizzate, per il trattamento dei rifiuti
solidi e per il biorisanamento dei siti inquinati. In linea generale la
conversione dei prodotti di rifiuto urbani, industriali o agrozootecnici
avviene grazie all'utilizzazione di appropriati microrganismi in
sostanze riutilizzabili da parte degli organismi viventi. |
Il problema dei rifiuti | | Attualmente
nei rifiuti su ritrovano circa 100.000 nuove sostanze ottenute mediante
sintesi chimica e come tali praticamente sconosciute ai microrganismi
naturalmente preposti ai processi biodegradativi. Il ricorso
all'ingegneria genetica potrà essere essenziale per la
realizzazione di "nuovi" microrganismi in grado di demolire
queste sostanze xenobiotiche: è così che molti composti
tossici come gli idrocarburi policiclici aromatici possono essere
degradati. Parallelamente sono state individuate piante
iperaccumulatrici di metalli pesanti, ne sono stati isolati i geni
regolatori per la produzione di proteine, complessati e poi trasferiti in
piante più idonee a sostenere i cicli di depurazione, assicurando
così una migliore e più efficiente rimozione dei metalli
pesanti.
Ci affideremo alle biotecnologie per monitorare
costantemente i livelli di inquinanti ambientali siano essi di terra,
acqua o aria. La diagnostica ambientale si avvale di strumenti
biotecnologici per l'identificazione di sostanze tossiche presenti nel
terreno, nell'aria e nelle acque. A questo scopo trova sempre maggiore
applicazione l'utilizzo di biosensori: sistemi bio-chimico-fisici
costituiti da mediatori biologici, anche viventi, capaci di registrare,
selettivamente e reversibilmente, la concentrazione o l'attività
di analiti diversi presenti in un dato campione. Recentemente sono state
messe a punto nuove metodologie molecolari per il monitoraggio dei suoli
che permettono di identificarne le comunità batteriche indici
dello stato di salute e della funzionalità del suolo stesso. La
complementarietà di queste biotecnologie con le correnti analisi
chimico-fisiche del suolo permetteranno di giungere ad una migliore
comprensione dell'evoluzione dei suoli, delle loro capacità di
tollerare cariche inquinanti e di meglio definirne le vocazioni
colturali. |
Il futuro: la
bioenergia | |
Per ultimo ricordiamo che le biotecnologie possono venire impiegate
anche per lo sviluppo di prodotti e processi per la produzione di biogas
da rifiuti, via questa che permette produzione di energia elettrica e
calorica rinnovabile; non solo, recentemente sono in atto iniziative per
la conversione di biomasse, mais, bietola, frumento, canna da zucchero ed
altre specie erbacee e legnose in biocarburanti, bioetanolo, biodiesel
ed idrogeno. Il processo viene realizzato per via microbiologica
utilizzando funghi e batteri eterotrofi e foto autotrofici selezionati
opportunamente per assicurare efficienza e sicurezza ai processi di
trasformazione. Grazie all'applicazione di queste biotecnologie si potrà
riciclare il carbonio organico prodotto dall'attività fotosintetica
senza più ricorrere a quello proveniente dal carbonio fossile e dal
petrolio. Questo a tutto vantaggio della riduzione progressiva dei gas
serra immessi nell'atmosfera.
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